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Sagarana DA “IL MELO MAGICO”


Angela Carter


DA “IL MELO MAGICO”



 

Nell’Occidente,
sotto cieli azzurri
crescono i meli.
Affondano
le ginocchia nell’erba
vacillando sotto il peso dei frutti.
Tonda è la mela come tondo è il mondo, rossa
come sangue del cuore, grossa
come due pugni uniti. Questa,
la prima al mondo tra le mele,
bagnata, ancora
dalla prima rugiada.
Fu il serpente a fare la prima mela,
deposto che ebbe l’uovo rosso disse:
“Mangiami”.
 
 
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In lingua originale:
 
EXTRACT FROM THE MAGIC APPLE TREE
Angela Carter
 
 
In the West,
the apple-trees grow
under a blue sky.
The apple trees founder
on their knees in the grass,
Toppling with fruit.
Apple is round as the round world, red
as heart's blood, fat
as my two fists together. This,
the very first apple of all,
wet, still,
with the first of the dew.
Snake made the first apple,
laid a red egg and said:
"Eat me."






Traduzione di Pina Piccolo




Angela Carter
Angela Carter (Eastbourne, 7 maggio 1940 – Londra, 16 febbraio 1992) è stata una scrittrice e giornalista britannica, La sua ultima opera "Wise children" (Bambini saggi) e' uscita nel 1991. Oltre ai romanzi cui deve la propria notorietà in patria e all' estero, Angela Carter scrisse anche radiodrammi, sceneggiature (tra cui quella per il film "La società dei lupi" del 1984) e libri per bambini. La morte precoce di Angela Carter e' come una beffa del destino per la sua esuberante vitalità , per quella carica travolgente e stravolgente che anima la sua narrativa. Femminista convinta, ha legato il suo nome a un rovesciamento degli stereotipi, a una riscrittura di fiabe o narrazioni, a un ripensamento su personaggi famosi, che ne capovolgesse il senso o la natura. Cio' avviene esemplarmente nei racconti de "La camera di sangue" (1979), dove la vittima di Barbablù vivrù ricca e felice, Cappuccetto Rosso ammansisce sbrigativamente il Lupo e strangola l' amante, la Bella ha la meglio sulla Bestia che oscuramente la stimola e l' attrae, la Vampira si scopre umanamente sofferente, e le gioie del sesso redimono da ogni terrore. Del resto, Angela Carter aveva teorizzato una sua "Donna sadiana" (1979) che trionfa sulla violenza invece di subirla; la pornografia, specifica l' introduzione, va asservita alle donne, non viceversa. Se i giochi d' amore sfociano per tradizione in giochi di morte, per lei e' piuttosto vero il contrario; più che essere un mistero, la sessualità lo dissipa e lo svela. Fra il giovanile "Le infernali macchine del desiderio" (appena pubblicato da Interno Giallo) e il più recente "Le fiabe delle donne" (una raccolta uscita nel 1990 di fiabe da tutte le parti del mondo che hanno al centro un personaggio femminile e ne celebrano la duttilità e le capacità di sopravvivenza), la Carter compone una serie di romanzi e racconti di sfrenata fantasia e scoppiettanti invenzioni, pieni di gusto, verve, sorprese, capovolgimenti, avventure fra cielo e terra, risvolti imprevisti. In italiano sono tutti pubblicati da Feltrinelli, e almeno due o tre se ne possono ricordare . con l' avvertenza che proprio per la sua esuberanza Angela Carter e' stata scrittrice diseguale, talvolta ripetitiva, non sempre all' apice della forma. "Notti al circo" (1984) e' un tour de force che lascia il lettore senza fiato e frastornato per l' accavallarsi senza fine delle avventure e il divertimento continuo delle situazioni paradossali: la famosa trapezista fine secolo dipinta da Toulouse Lautrec ha in realtà due gobbe, un passato che più accidentato e multicolore non si può figurare, un futuro dalle infinite possibilità ; chi vuole saperne di più su di lei finisce in un mondo fantasmagorico dove realtà e fantasia si rincorrono, si intersecano, si confondono. Questo e' un tentativo per certi versi ribaldo di dire tutto sul mondo e sulla donna trionfante. "La passione della nuova Eva" (1977) appare invece più misurato. Quanto ai racconti di "Venere nera" (1985), vi si trovano alcune splendide cose. Nel racconto del titolo, la Venere dalla pelle d'ebano è la celebre compagna di Baudelaire, Jeanne Duval, cantata in alcune sue celebri poesie, che nell' intimità spia e smaschera la misantropia e la fatuità del poeta esibizionista, si fa occhio e testimone impietoso del vate assetato di trasgressività e crudeltà , ma così perso nelle sue immaginazioni letterarie da risultare impari a lei e alla realtà . In altri racconti, il mero gioco del rovesciamento risulta invece meccanico. Le eroine di Angela Carter, liberate dalla schiavitù , hanno un occhio di riguardo per i loro persecutori; di contro, le miti colombelle si rivelano il più delle volte sparvieri. Fa gioco all' asserzione femminista da lei perseguita; ma fa gioco anche all' intima natura della sua narrativa, che mescola l' irriverenza e l' esercizio di una fredda crudeltà al gusto per il caos multiforme della vita, per la passione umana, per la vitalità del sesso. Assalire il mondo e i suoi tabù e' sempre meglio del quieto vivere.




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