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Sagarana TI HO ACCAREZZATO IL VETRO


Alessandro Brusa


TI HO ACCAREZZATO IL VETRO



 

Ti ho accarezzato il vetro
nel giorno più freddo,
era per dire buongiorno
era per dire esisto anche nel
ghiaccio, anche in questo
incrocio di strade in
questo cielo sbiancato
 
e tu hai pensato
cazzo! ho solo cinquanta euro
hai pensato cristo! cinquanta
euro sono troppi, ad uno che
mi pulisce il vetro non
posso chiedere il resto!
 
ed hai ragione,
cinquanta euro sono troppi,
neppure io me li sarei dati:
domani potrei non esserci più
e di questi tempi è un peccato
sprecare cinquanta euro.
 
 
*   *   *
     
 
Questo posto è sudicio!
taccio il pensiero, anche se
probabilmente me lo si legge negli
occhi che io non sono di qui, che
vengo da altre strade e conosco
altra gente, non solo i derelitti che
mi stanno intorno ora, con vestiti di
terza o quarta mano o presi chissà dove
perché io i miei vestiti li ho conservati,
fino a che ho potuto, poi ho venduto anche
quelli certo i soldi mi servivano ed io
sono un tipo pratico, non mi perdo in
cazzate, come fanno loro
 
comunque ora sono qui, a farmi largo tra
mille facce sporche, ma questo passa il convento e
dio solo sa quanta fede ho in questo momento,
quanto il pensiero di un posto caldo per
la notte mi faccia gridare..
 
ALLELUIAH!
 
la suorina nuova, quella ancora più magra di me
sorride e felice risponde pace a te fratello!
 
..ed allora un po' mi dispiace,
guardo l'altra suora, quella che mi conosce bene,
che conosce fin troppo le mie miserie, e
se ne fossi ancora capace direi che
provo vergogna, ma sono ormai tre mesi che
ciondolo fuori dal mio vecchio ufficio con la
mano torta, con il palmo in su
 
non è stato facile tornare lì, da quella gente che
erano i miei colleghi, ma almeno loro quando mi
vedono si fermano un istante, e distrattamente, con
l'occhio sempre altrove, nella mia mano lasciano
scivolare qualcosa in più; sarà per il senso di
colpa del sopravvissuto, o forse per la paura che
quello che è successo a me potrebbe
succedere a loro.. anche domani.
 
un uomo ieri, uno che avrà avuto il doppio dei
miei anni, mi ha schivato ed ha detto no grazie,
non ho bisogno di niente! Ho pensato prego!
io invece sì, ma non sei tu che me lo potrai ridare.




Alessandro Brusa
Alessandro Brusa nato a Imola nel 1972. Dal 1976 vive a Bologna dove si laureato. Scritto tra Bologna ed Edimburgo "Il cobra e la farfalla" (Pendragon 2004) il suo primo romanzo. Collabora ed ha collaborato con siti di cultura ed informazione come www.lamanicatagliata.net e www.malacopia.it.




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