MIA NONNA



Renate Baum

 

 

Mia nonna crebbe ancora a Königsberg in una famiglia borghese e severa, cosicché decise di andarsene al piú presto da casa e all'età di diciotto anni si cercò un marito. Trovò il nonno tramite un annuncio sul giornale. Si sposarono sei settimane dopo essersi conosciuti. Mio nonno era maestro mugnaio e costruttore di mulini, e aveva il doppio degli anni di sua moglie. Mia nonna si iscrisse alla NSDAP, ebbe quattro figli, per i quali le venne conferita la Croce Materna, che però rifiutò affermando che non si sarebbe fatta premiare come una vacca da monta. Il fatto venne interpretato come un'offesa al Führer, mia nonna venne estromessa dal partito e condannata al Lager. Tra le guardie addette al trasporto c'era un suo conoscente, che le disse, ma sai almeno dove va questo treno? Devi dire subito che non vuoi essere trasportata in mezzo a tutti questi ebrei. Mia nonna seguí il consiglio e venne trasferita in un carcere ordinario. Piú tardi, dato che era incinta, ottenne la libertà provvisoria, condizione che mantenne a lungo grazie a ulteriori gravidenze. Mio nonno venne arruolato solo negli ultimi giorni di guerra, in quanto mugnaio fino a quel momento era stato indispensabile. La nonna scappò dalla Prussia Orientale con i sette figli, in un treno da cui si dovevano gettare quotidianamente i cadaveri dei bambini morti di fame. Il convoglio venne completamente distrutto da una bomba dopo che la nonna ne era scesa da qualche parte in Baviera, insieme ai suoi sette figli tutti vivi. Per nutrirli scavò nel bosco una buca in cui cadde un cinghiale che dovette uccidere a sassate. Una guardia forestale aveva seguito la traccia del sangue ma si mostrò indulgente, mi ha raccontato mia madre. Quando il nonno tornò dalla prigionia, gli venne assegnato un pezzo di terra da coltivare che prima era appartenuto ai von Arnim. Riuscí a ritrovare le tracce della sua famiglia e a riunirla, la nonna restò nuovamente incinta e diede alla luce un ottavo figlio. Venne loro assegnata una mucca con tre strisce, ovvero la cui mammella aveva un capezzolo in meno rispetto alla norma. La nonna provò diversi mestieri, si iscrisse alla SED e poi restituí la tessera quando uno dei figli ebbe problemi di natura politica. Divorziò da mio nonno, il che non le impedí di continuare a riceverlo come amante. Io l'ho sempre conosciuta come la "nonna dei criceti", per il fatto che ne allevò per alcuni anni per conto dell'istituto di ricerca di Manfred von Ardenne. Una volta ho chiesto a mia madre se il nonno era davvero il padre di tutti i suoi fratelli, lei ha risposto affermativamente, il che è da interpretarsi solo come una professione di fede nell'integrità morale di sua madre. Curiosamente gli unici particolari che qui tralascio riguardano le storie di uomini di mia nonna, per rispetto verso la mia famiglia e perché le conosco pochissimo, visto che mia madre non si è mai azzardata a parlarmene, forse nel timore che possano corrompere il mio senso morale.



(Brano tratto dal romanzo inedito "Preussischer Kulturbesitz". Traduzione di Antonello Piana)




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