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Sagarana SULLE STRISCE


Lorenzo Spurio


SULLE STRISCE



 

In quei giorni la televisione non faceva altro che parlare della moria inspiegabile di varie centinaia di uccelli in più punti del paese. Secondo alcuni studiosi si trattava di un semplice virus che aveva contaminato l’intero stormo portando a quelle morti di massa. Altri, per lo più studiosi propensi ad analizzare le dottrine paranormali o astrologiche, avevano parlato di un chiaro avvenimento premonitore di eventuali disastri cosmici che avrebbe riguardato anche l’uomo. La moria avicola era, a detta di quest’ultimi, un segnale dell’avvicinarsi della fine dei tempi, dell’armageddon, previsto dagli antichi Maya verso la fine del 2012. Se tutto fosse stato vero, non ci sarebbe rimasto molto tempo. Bisognava sbrigarsi a compiere gli affari, a legittimare i rapporti, a fare quello che uno avrebbe sempre voluto fare.
La madre di Mariano, teledipendente, credeva abbondantemente a tali paure infondate e illegittime. La televisione per lei rappresentava il mezzo depositario della verità, strumento capace e inconfutabile nel rappresentare le questioni del mondo. Non serviva a nulla spiegarle che molto di ciò che in tv veniva trasmesso non era altro che frutto di finzione, di massimizzazione catastrofica degli eventi e di mero teatrino che era funzionale al solo intrattenimento, oltre che all’ottenimento di buoni livelli di share. La donna, essendo casalinga, passava la gran parte della sua giornata dinanzi alla televisione che a detta sua era anche un buon compagno a combattere la solitudine. Programmi melodrammatici che forzavano sul sentimentalismo della gente, fornendo incontri di coppie perse di vista da molti anni o storie raccapriccianti che riguardavano casi di violenze familiari, omicidi, malattie degenerative erano i suoi preferiti. Questi erano i programmi maggiormente gettonati alla mattina e nel primo pomeriggio mentre dopo cena preferiva guardarsi un buon film mentre era occupata a cucire o righettare qualche abito. Per la sua grande affiliazione al tubo catodico aveva un’ottima conoscenza di nomi e della vita privata di giornalisti, conduttori, attori e cantanti, ma anche di registi e di critici che spesso intervenivano nei dibattiti che facevano parte dei programmi che visionava assiduamente.
I programmi informativi quali i telegiornali, gli speciali di cultura, i documentari non la interessavano molto poiché non riusciva a seguire con attenzione tutte le informazioni che gli fornivano e spesso finiva per annoiarsi e addormentarsi. Dei telegiornali più che comprendere le notizie, si limitava a guardare le immagini e a cercare di riconoscere qualche personaggio di sua conoscenza.
Se i programmi di informazione non l’attraevano, al contrario era affascinata da programmi d’indagine fantascientifica che narravano di episodi che concernevano il paranormale, incontri con alieni e avvistamenti di Ufo, visioni di ectoplasmi o storie di vampiri contemporanei, storie di attuali veggenti, maghi, stregoni e premonizioni di astrologi, racconti di miracoli e di visioni della Madonna, storie di vita e di morte, partecipazioni a nefaste sedute spiritiche o a gruppi satanici, colloqui con i morti, anziani che si proclamavano potenti rabdomanti, storie di persone affette da gravi malattie sconosciute e poco diffuse che davano origine a disturbi cronici generando personalità degne dei più alti ranghi del Guinness World Record, biografie particolareggiate di personaggi mistici discussi o in via di canonizzazione, stralci di atti processuali di violenti serial killer pentiti che, ottenuto lo sconto di pena ed usciti dal carcere, tornavano a uccidere.
In realtà la predilezione dei suoi programmi era diretta a programmi che, in via generale, trattassero di malattia, morte, mistero o stranezze che avvenivano in natura e che difficilmente la scienza riusciva a spiegare in via razionale. Proprio in questi casi, dove la scienza risultava debole e incapace di risolvere questioni bizzarre, si insinuavano la magia, la religione, l’astrologia e così via che cercavano di spiegare lo stesso evento adducendo elementi diversi e temi cari ai rispettivi campi. È lì che lei trovava godimento nel guardare la tv. Nel riuscire a spaziare dalla religione e mettere in dubbio la scienza oppure nel negare la religione per intravedere una possibilità d’interpretazione nella magia. Sia bianca che nera. Sebbene la seconda l’affascinasse di gran lunga di più.
Quando accadevano violenti massacri familiari o omicidi inspiegabili, era incollata ai vari programmi d’approfondimento nei quali si parlava delle tattiche, dei moventi e dei possibili alibi dei probabili indagati. Per lei era come agire direttamente sugli eventi, cercando di collaborare con gli inquirenti.
La madre di Mariano era una religiosa molto bigotta sebbene a differenza delle vere bigotte si recasse in chiesa solo alla domenica. Durante la settimana non pregava né teneva particolari effigi religiose in casa da contemplare. In fatto di religione gli piaceva semplicemente dichiararsi molto credente o addirittura bigotta quasi che proclamarsi tale le desse la credenza che avrebbe avuto un aldilà positivo. In realtà la sua credenza era molto labile e fumosa perché veniva continuamente a contatto con alcune sue idee in fatto di astrologia o credenza di tipo magico-esoterico. La religione della madre di Mariano era una religione tutta sua, una religione animistica ed eclettica fondata sulla mescolanza di precetti cattolici, pratiche magiche, interpretazioni astrologiche di numeri, astri e pianeti. Si trattava di una summa di pensiero che in periodo medievale doveva essere molto diffusa. Molte volte Mariano cercava di farle capire che le streghe e Dio non andavano d’accordo al meno che non si intenda per strega una donna indemoniata o, in una certa misura, espressione del Male incarnato da Satana.
La madre di Mariano rimandava ogni catastrofe, ogni calamità, ogni incidente o sciagura, ogni piccolo evento negativo e nefasto semplicemente alla combinazione sfavorevole degli astri. Nel suo oroscopo era sempre in grado di ritrovare parallelismi alla sua vita. Se il suo oroscopo giornaliero parlava di una salute debole per quel determinato giorno, il mal di testa che sentiva realmente (o per suggestione) era la prova diretta che l’oroscopo diceva il vero. Al pari della Bibbia o del dizionario.
La cosa che di più odiava Mariano era quando la madre gli diceva cosa fare o come non comportarsi quel giorno, cosa indossare, cosa evitare e così via. Le sue prescrizioni si rifacevano direttamente all’oroscopo che la madre leggeva per lui. Spesso non le dava ascolto e neppure le rispondeva mentre altre volte, infastidito da questa mania ossessiva della madre, le scaraventava varie offese su di lei spesso utilizzando anche degli imprechi. Quando ciò succedeva la madre lo implorava di non continuare e si intristiva repentinamente. Poi, se ne tornava in cucina, dinanzi all’ampio schermo LCD comprato pochi mesi prima a guardare qualche programma. Quella mattina il programma prescelto era uno speciale sull’osteoporosi. Intervenivano alcuni dottori docenti d’università e due donne che erano affette dal disturbo. La prima era una vecchia mentre la seconda era giovane sebbene avesse anche lei l’aspetto di una vecchia.
Quando Mariano tornò a casa la madre si era convinta di essere affetta da osteoporosi. I dolori che aveva da giorni, gli disse, erano del tipo descritto alla tv nella rubrica medica della mattina.
Quella sera trattò la madre molto male dicendogli che era una credulona, una fattucchiera, una donna inconcludente, capace solo a cucinare sempre gli stessi piatti. Lei scoppiò a piangere continuando a ripetere di essere malata, di soffrire di osteoporosi acuta. Resosi conto di aver utilizzato un linguaggio per niente rispettoso, Mariano le disse che l’avrebbe accompagnata da un dottore per verificare se davvero il suo disturbo era osteoporosi. Allo stesso tempo si fece promettere di non continuare a guardare quel programma medico nei giorni successivi. Se nei giorni successivi avessero parlato di tumori allo stomaco, carenze respiratorie acute, sistemi allergici a determinati alimenti, lesioni multiple a livello cerebrale, rischi cardiaci etc, lei avrebbe creduto di avere ciascuna malattia.
Nei giorni successivi Mariano si preoccupò di prenotare una visita per sua madre. A quella visita la madre non poté mai presentarsi perché, alcuni giorni dopo, morì a causa di un incidente stradale mentre era andata a fare la spesa. Venne letteralmente falciata sulle strisce pedonali da un pirata della strada. Mariano venne contattato telefonicamente al lavoro e venne informato della tragica notizia. All’obitorio gli venne chiesto di fare il riconoscimento del cadavere. Nell’impatto con l’auto il volto della madre era stato sfigurato ed era necessario il riconoscimento formale.
Mariano la riconobbe subito dalla spessa catena d’oro al collo, vecchio regalo di suo padre, a cui lei aveva aggiunto a mo’ di ciondolo un piccolo corno in avorio. In prossimità della fronte la madre aveva riportato una vistosa ferita che divideva in due il sopracciglio quasi a metà. Il naso doveva averlo battuto molto forte perché, pur non avendo ferite né tagli, aveva una colorazione rosso-blu che evidenziava dei lividi e che tendeva lentamente al nero. La bocca della donna, semiaperta, trasmetteva un senso di tranquillità e di pace che contrastava con la violenza della sua morte.
Sistemate le questioni pratiche con gli assistenti dell’obitorio e con le pompe funebri, Mariano se ne ritornò a casa particolarmente disturbato e distrutto da quanto accaduto. La cosa che più gli faceva male era il fatto che negli ultimi tempi aveva spesso trattato male sua madre, insultandola, imprecando Dio o urlandole qualcosa contro. Ora non l’avrebbe più fatto. Sua madre ora riposava nel regno di Dio, forse stava rinascendo sotto forma di un’altra espressione di vita, o stava facendo il suo ingresso in uno spazio magico in cui il liquido di un’ampolla avrebbe potuto donarle l’invincibilità o renderla una regina maligna nel mondo occulto.
Mariano si sedette sulla poltrona della madre ma non accese la televisione. Voleva il silenzio attorno a sé e non voleva che niente intervenisse in quel suo stato di contemplazione. A un certo punto, per evitare di addormentarsi, prese uno dei tanti giornali della madre disposti sul tavolinetto vicino alla poltrona. Prese quello che era più a portata di mano e prese a sfogliarlo. Si trattava di un giornalino settimanale di oroscopo, che forniva dettagliate descrizioni delle previsioni sulle condotte delle persone, in base ai loro segni astrologici. Inizialmente pensò di richiuderlo e di riporlo tra gli altri giornali ma poi, forse perché fu attratto dalle pagine multi colorate e dalle iscrizioni antiche che venivano impiegate come caratteri tipografici del giornalino, decise di continuare a sfogliarlo. Giunto al giorno in questione, lesse il suo oroscopo e una volta terminato fece una sorta di smorfia poiché non rispondeva per nulla a quanto quel giorno era accaduto nella sua giornata. Scorse l’occhio e decise di leggere quello di sua madre. Rimase impressionato nell’individuare la stupefacente coincidenza; l’oroscopo della madre rivelava un’imminente tragedia ed esortava di stare molto attenti quel giorno poiché una strana combinazione di astri (che non avveniva da più di settecento anni) avrebbe dato vita a un impedimento, a un danno, a un problema per le genti di quel segno. Per la prima volta riuscì a capire quanto sua madre avesse ragione nel credere agli oroscopi. Quello che non comprese fu perché la madre, da sempre attenta alle prescrizione degli oroscopi, non avesse preso le necessarie precauzioni.
Capì che la madre era morta andando a fare la spesa per comprargli degli alimenti che più gli piacevano e che erano finiti da alcuni giorni. Era morta per lui. A quel punto capì che anche la descrizione del suo oroscopo per quel giorno corrispondeva. Si sentì colpevole per la morte della madre e per averla trattata male con le sue fisse. Rimanendo seduto sulla poltrona si mise a piangere. Le sue lacrime caddero sul giornalino bagnandone le pagine. Impressionato dalla veridicità degli oroscopi, lesse velocemente le premonizioni per i giorni successivi. Non c’erano notizie buone, erano tutte abbastanza negative. Decise di non lasciarsi abbattere per quello, stava già soffrendo molto per la morte di sua madre. Rimase sulla poltrona, sulla quale si addormentò. Durante la notte, a intervalli, un cane abbaiò in modo rabbioso.




Lorenzo Spurio
Lorenzo Spurio è nato a Jesi (AN) nel 1985. Nel 2011 ha conseguito la Laurea Magistrale in Lingue e Letterature Moderne all’Università degli Studi di Perugia con una tesi di letteratura inglese. Grande appassionato di letteratura straniera, ha scritto e pubblicato alcuni saggi di critica letteraria su rivista e in volume. Ha scritto, inoltre, un nutrito numero di racconti che ha pubblicato su varie riviste di letteratura e cultura italiana tra le quali Silarus, Osservatorio Letterario- Ferrara e l’altrove, La Ballata, Sagarana, Inverso, Aeolo, Il Grandevetro, Reti di Dedalus. Dal 2010 è redattore della rivista di letteratura e cultura Segreti di Pulcinella e collaboratore della rivista d’arte Parliamone diretta da Bartolomeo di Monaco. E’ autore di Blogletteratura e cultura (ISSN 2280-6482) dove pubblica testi critici, recensioni di libri e film, interviste ad autori esordienti, articoli di cultura, segnalazioni, poesie di altri autori e analisi di opere letterarie della letteratura mondiale e direttore della rivista di letteratura Euterpe fondata nell’ottobre del 2011 assieme a Massimo Acciai e Monica Fantaci. Per la narrativa ha pubblicato Ritorno ad Ancona e altre storie (Lettere Animate, 2012) assieme a Sandra Carresi e per la saggistica Flyte & Tallis (Photocity Edizioni, 2012), La metafora del giardino in letteratura (Faligi, 2011) con Massimo Acciai, Jane Eyre, una rilettura contemporanea (Lulu, 2011).




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